Perché ci innamoriamo? L’amore arriva per cambiarci? Per farci scoprire chi siamo? A queste domande spesso è difficile dare una risposta. Ecco una recente ricerca psicologica che si è occupata di relazione di coppia.

coppia al tramonto

Vivere buoni legami affettivi è fondamentale per il proprio benessere soggettivo. In particolare, in amore a dare benessere è l’autenticità relazionale: quella che in psicologia fa riferimento alla percezione soggettiva di sentirsi autentici in una relazione specifica.

Il pensiero comune e diffuso è quello di pensare che sia importante, per potere vivere una relazione con la percezione appena descritta, essere “sé stessi”, nel bene e nel male. Ma questo cosa significa nel concreto? Rimanere sempre uguali? E in questo senso i nuovi incontri delle nostra vita arrivano per cambiarci o per lasciarci immutati?

Due psicologhe americane Serena Chen e Muping Gan, ricercatrici all’università di Berkeley in California, si sono chieste cosa alimentasse l’autenticità relazionale: poter essere come si è o il poter attuare il proprio Sé ideale, o anche entrambe?

La domanda è stata posta a centinaia di persone, diverse per età e per durata della coppia, quindi erano presenti sia quelle appena formate sia quelle consolidate da diversi decenni.

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Su innamoramento e tecniche di seduzione si sono scritti manuali e libri a non finire. Ma quali sono i meccanismi psicologici alla base dell’attrazione e dei primi approcci? Ci sono situazioni o comportamenti che possono renderci più attraenti? 

 

@teksomolika

Per molti il momento in cui si è conosciuto il/la proprio/a partner rimane indimenticabile.

Sicuramente per costruire una relazione stabile e duratura ci vorrà poi del tempo ma la domanda è: nelle primissime fasi dell’attrazione ci sono delle situazioni o condizioni per cui siamo attratti più da persona rispetto ad un’altra? 

Diverse ricerche psicologiche possono illuminare un po’ di più questo momento a volte così decisivo.

Lo psicologo Gil Greengross dell’Università del Nuovo Messico ha effettuato un esperimento in cui venivano accostati in un locale due gruppi, uno di donne e l’altro di uomini.

Quest’ultimi avevano la consegna di raccontarsi aneddoti curiosi e barzellette: il tutto ovviamente sotto gli occhi delle donne.

Alla fine colui che aveva fatto ridere di più i suoi commensali riceveva maggior apprezzamenti da parte delle donne.

Greengross afferma che questo accade perchè le persone dotate di humour e ironia vengono considerate più intelligenti e socievoli; caratteristiche molto importanti da ritrovare nel proprio partner.

Quindi il motivo è legato non solo alle emozioni positive che possono derivare dal frequentare una persona “divertente” ma anche quindi al fatto che quella abilità rivelino capacità cognitive e socio relazionali che possono garantire un partner “migliore”.

Quindi il luogo comune che gli uomini divertenti piacciono di più ha anche una conferma dalla ricerca.

Conoscete l’effetto cheerleader? Questo fenomeno riguarda il fatto che le persone appaiono più attraenti in gruppo rispetto a quando sono da sole.

Walker e Lu, due ricercatori del dipartimento di psicologia dell’Università di San Diego in California, hanno riscontrato questo fenomeno in ben 5 esperimenti.

Gli psicologi affermano che questo accade a causa della nostra percezione visiva che spinge a fare una sorta di media dei volti ovvero chi è meno bello tenderà a esserlo di più per un adeguamento alla media del gruppo in cui è presente. 

Chi lo è già invece ahimè tenderà al ribasso ma quantomeno verrà percepito più divertente e intelligente.

Anche se non bisogna eccedere perchè l’occhio umano è anche abituato a notare le differenza, far parte di un bel gruppo di amici potrebbe renderci più attraenti.

@Ben White

Un altro aspetto interessante riguarda invece il viso. Alcuni psicologi cognitivisti dell’Università di Berna, Golle, Mast e Lobmaier, hanno effettuato due esperimenti per verificare l’eventuale correlazione tra le espressioni emotive facciali e il grado di attrattività.

I risultati hanno mostrato come i volti sorridenti influenzassero molto la valutazione e risultassero più attraenti; non solo, un volto felice potrebbe anche compensare una relativa “bruttezza”.

Il secondo esperimento rivelava che il processo poteva andare anche nella direzione inversa, ovvero un volto attraente aumentava la valutazione di felicità dell’espressione.

Quindi in attesa del prossimo articolo: sorridete! Sorridete! Sorridete!

Se poi volete capire se la vostra storia avrà un futuro cliccate: Come capire se una storia d’amore durerà

Fonti:

Walker, D., & Vul, E. (2013). Hierarchical encoding makes individuals in a group seem more attractive. Psychological science, 0956797613497969.

Golle, J., Mast, F. W., & Lobmaier, J. S. (2014). Something to smile about: the interrelationship between attractiveness and emotional expression. Cognition & emotion, 28(2), 298-310.

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