Ho pensato all’anno che si conclude in questi giorni ed ho riflettuto su cosa augurarmi per l’anno che verrà. Ho scoperto che farlo con se stessi non è affatto semplice (anzi) e viene forse più facile farlo con gli altri. Ho stilato comunque una lista di 10 auspici per il 2017. Forse ne troverete qualcuno da condividere.

Non mi auguro un anno felice e ricco di soddisfazioni, no.

Non mi auguro un anno sereno o tranquillo e senza pensieri, neanche questo, no.

So che la vita è rose e spine, pioggia e sole, inverno e primavera, tutto insieme. L’anno che verrà non sarà da meno; forse andrà tutto bene, forse no, forse così così. Quest’è, tutto compreso. Non mi importa molto di cercare di prevedere quello che accadrà.



Quello che piuttosto vorrei, ho cercato di racchiuderlo in questi dieci auspici.

Quindi ecco mi cosa mi auguro per il 2017:

#1 Di “apprendere dall’esperienza“, come direbbe Bion. Riuscire a farsene qualcosa di quello ci capita, nel bene e nel male, è un compito difficile. I meccanismi di difesa sono pronti a scattare e a “proteggerci” da ciò che è intollerabile o eccessivo in un certo momento della nostra vita. Assimilare, metabolizzare sono tutti verbi che rimandano all’immagine del cibo. L’esperienza la immagino come un nutrimento quindi: tenere per sé ciò che fa bene e migliora, e scartare ciò che è nocivo, o eccedente.

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Le parole degli altri possono avere diversi effetti su di noi. Parliamo in questo caso delle critiche. Ne riceviamo sul posto di lavoro, a scuola, in università o tra amici e in famiglia. Come reagiamo? Possono diventare un’occasione per crescere?

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L’argomento riguarda tutti, c’è poco da fare. La critica è uno dei tanti modi con cui il mondo ci da i suoi feedback, ma può essere anche il modo con cui noi interpretiamo questi feedback.

Come diceva Nanni Moretti, le parole sono importanti, ed ovviamente il termine “critica” connota negativamente le parole degli altri rispetto ai nostri comportamenti, pensieri, atteggiamenti etc.

Le stesse parole ad esempio potremmo valutarle come un consiglio, un’osservazione, un suggerimento o un’occasione di confronto; insomma semanticamente possiamo già dire da subito come pensiamo le “critiche” che riceviamo.

Pensate a quanto cambierebbe se le nominassimo anche solo in maniera diversa. Ma come quindi gestirle al meglio?

L’obiettivo potrebbe essere quello di trasformare questi feedback in qualcosa di utile e proficuo. E come dice Liz Ryan magari facendo in modo che si rivelino un dono, un regalo che aggiunge qualcosa alla nostra vita privata, professionale e in generale alla crescita personale.

1# Vola alto

Il primo passo da fare è quello di cercare di avere una visione più ampia della situazione specifica. Se pensiamo alla metafora che intitola questo paragrafo possiamo immaginare come riuscire a essere in “alto” permetta di poter fare una valutazione più ampia e ricca della situazione. 

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