Dopo le prime fasi di innamoramento alcune coppie riescono a consolidare il rapporto altre invece no. Quindi una volta che la scintilla è scoccata e si è creato un legame quali sono poi le caratteristiche delle coppie che durano?

 

”coppie

Sulle coppie che durano nel tempo ci sono molti luoghi comuni e detti popolari.

Ovviamente anche in base agli esempi che ci circondano, come i nostri genitori o le coppie di amici e parenti, ci siamo fatti sicuramente un’idea di quali potrebbero essere quegli “ingredienti” che permettono alle coppie di affrontare e resistere agli inevitabili alti e bassi della vita di coppia.

Alcune di queste possono avere anche un riscontro nelle ricerche scientifiche in questo campo.

L’interesse nasce anche dal fatto che una buona e soddisfacente relazione di coppia può avere effetti in termini di benessere fisico e psicologico.

Quindi vale davvero la pena comprendere i fattori che permettono ad una coppia di mantenere un rapporto saldo e di qualità negli anni.

Ecco alcune ricerche psicologiche che affrontano l’argomento.

Eric Berne psicologo canadese, famoso per avere inventato l’analisi transazionale, afferma che le coppie più affiatate hanno una buona compatibilità su questi tre livelli:

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Le sfide che dobbiamo affrontare nella vita sono molte. Ogni fase della nostra esistenza ci pone di fronte alla necessità di superare fasi difficili, momenti di transizioni, eventi inaspettati. Qual è può essere l’atteggiamento mentale migliore?

 

Ph. Wil Stewart

Ognuno di noi può scegliere una metafora con cui rappresentare la vita e il modo con cui l’affronta: un viaggio, un percorso, una scalata o ancora una battaglia giornaliera.

Vorrei proporvi in questo articolo quella del combattimento delle arti marziali, in particolare del Karate Shotokan tradizionale.

Come molte discipline orientali, ha alla base una filosofia di pensiero e di vita che trascende l’aspetto di esecuzione delle tecniche di lotta.

Il fondatore dello stile Shotokan è il M° Gichin Funakoshi, definito il padre del karate.

Il Maestro ha dedicato la sua vita alla diffusione e all’insegnamento di questa antica arte marziale: dall’isola di Okinawa a Tokio e poi successivamente grazie ai suoi allievi è stata insegnata in tutto il mondo.

Il suo insegnamento e approccio all’arte marziale è condensato nello Shoto Nijukun, una raccolta di venti precetti, di consigli che il Maestro intendeva dare ai suoi allievi perché progredissero nel cammino di crescita personale e sviluppo spirituale.

Nelle convinzioni del Maestro anche quella che il karate-do non finisse nel dojo (luogo di pratica) ma continuasse anche al di fuori di questo.

Ne illustrerò* tre che possono essere utili in tutti quei casi in cui la vita ci pone davanti un avversario, un Altro, che non è necessariamente una persona in carne e ossa ma può essere una situazione o evento che richiede di essere affrontato.

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Il modo con cui si vivono i  periodi di “singletudine” è ovviamente molto soggettivo. Per alcuni un momento d’attesa, per altri una fase in cui riscoprire se stessi e per altri un’occasione per godersi la libertà e l’indipendenza. Quali sono gli stereotipi più diffusi sui single? C’è qualcosa di vero?

 

Donna single, donna sola

I single sono una fascia della popolazione in constante aumento.

Sembra che in Europa sia la Germania ad essere la nazione con il più alto numero di persone single.

Malgrado questi cambiamenti sociali, le persone single continuano ad essere il bersaglio di alcuni stereotipi negativi tuttora presenti.

Possiamo innanzitutto definire single “una persona che attualmente non è coinvolta in un legame amoroso, anche se in passato può essere stata sposata o aver avuto un legame stabile.”

Lo psicologo sociale Tobias Greitemeyer dell’Università del Sussex fa notare che le persone impegnate sono viste più favorevolmente rispetto a chi invece un compagno o compagna non ce l’ha.

Pensate che in generale gli uomini single guadagnano meno degli uomini sposati ed hanno anche meno probabilità di ricevere una promozione.

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Su innamoramento e tecniche di seduzione si sono scritti manuali e libri a non finire. Ma quali sono i meccanismi psicologici alla base dell’attrazione e dei primi approcci? Ci sono situazioni o comportamenti che possono renderci più attraenti? 

 

@teksomolika

Per molti il momento in cui si è conosciuto il/la proprio/a partner rimane indimenticabile.

Sicuramente per costruire una relazione stabile e duratura ci vorrà poi del tempo ma la domanda è: nelle primissime fasi dell’attrazione ci sono delle situazioni o condizioni per cui siamo attratti più da persona rispetto ad un’altra? 

Diverse ricerche psicologiche possono illuminare un po’ di più questo momento a volte così decisivo.

Lo psicologo Gil Greengross dell’Università del Nuovo Messico ha effettuato un esperimento in cui venivano accostati in un locale due gruppi, uno di donne e l’altro di uomini.

Quest’ultimi avevano la consegna di raccontarsi aneddoti curiosi e barzellette: il tutto ovviamente sotto gli occhi delle donne.

Alla fine colui che aveva fatto ridere di più i suoi commensali riceveva maggior apprezzamenti da parte delle donne.

Greengross afferma che questo accade perchè le persone dotate di humour e ironia vengono considerate più intelligenti e socievoli; caratteristiche molto importanti da ritrovare nel proprio partner.

Quindi il motivo è legato non solo alle emozioni positive che possono derivare dal frequentare una persona “divertente” ma anche quindi al fatto che quella abilità rivelino capacità cognitive e socio relazionali che possono garantire un partner “migliore”.

Quindi il luogo comune che gli uomini divertenti piacciono di più ha anche una conferma dalla ricerca.

Conoscete l’effetto cheerleader? Questo fenomeno riguarda il fatto che le persone appaiono più attraenti in gruppo rispetto a quando sono da sole.

Walker e Lu, due ricercatori del dipartimento di psicologia dell’Università di San Diego in California, hanno riscontrato questo fenomeno in ben 5 esperimenti.

Gli psicologi affermano che questo accade a causa della nostra percezione visiva che spinge a fare una sorta di media dei volti ovvero chi è meno bello tenderà a esserlo di più per un adeguamento alla media del gruppo in cui è presente. 

Chi lo è già invece ahimè tenderà al ribasso ma quantomeno verrà percepito più divertente e intelligente.

Anche se non bisogna eccedere perchè l’occhio umano è anche abituato a notare le differenza, far parte di un bel gruppo di amici potrebbe renderci più attraenti.

@Ben White

Un altro aspetto interessante riguarda invece il viso. Alcuni psicologi cognitivisti dell’Università di Berna, Golle, Mast e Lobmaier, hanno effettuato due esperimenti per verificare l’eventuale correlazione tra le espressioni emotive facciali e il grado di attrattività.

I risultati hanno mostrato come i volti sorridenti influenzassero molto la valutazione e risultassero più attraenti; non solo, un volto felice potrebbe anche compensare una relativa “bruttezza”.

Il secondo esperimento rivelava che il processo poteva andare anche nella direzione inversa, ovvero un volto attraente aumentava la valutazione di felicità dell’espressione.

Quindi in attesa del prossimo articolo: sorridete! Sorridete! Sorridete!

Se poi volete capire se la vostra storia avrà un futuro cliccate: Come capire se una storia d’amore durerà

Fonti:

Walker, D., & Vul, E. (2013). Hierarchical encoding makes individuals in a group seem more attractive. Psychological science, 0956797613497969.

Golle, J., Mast, F. W., & Lobmaier, J. S. (2014). Something to smile about: the interrelationship between attractiveness and emotional expression. Cognition & emotion, 28(2), 298-310.

[1][2]

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Ogni giorno gli impegni e gli stimoli esterni sono tantissimi. Il nostro cervello ha una capacità limitata di memorizzare informazioni. A tutti sarà capitato di non ricordare nomi o password etc. Ecco qualche consiglio (mnemotecniche) per non dimenticare più nulla, o quasi.

@bedneyimages

Le vite di molti di noi sono diventate sempre più frenetiche e impegnate. Soprattutto nelle grandi città i ritmi di vita e di lavoro a volte sono davvero insostenibili.

A questo aggiungiamo anche il fatto di essere sempre più connessi e di essere di conseguenza esposti a moltissimi stimoli durante tutto il giorno.

Riuscire a sostenere attenzione e concentrazione a volte è veramente una lotta e la tecnologia spesso non ci dà una mano.

Provate per esempio ad approfondire la differenza in termini di apprendimento e comprensione tra leggere un libro cartaceo o un testo digitale in questo articolo di Martin Kutscher, neurologo americano.

Si intuisce che in certe condizioni ricordare o memorizzare diventa un’operazione a volte complicata. Come nel post precedente vediamo insieme altre mnemotecniche per memorizzare meglio volti e password e non solo.



Per immagazzinare meglio in memoria i nomi, la ricerca in psicologia consiglia di formulare una serie di giudizi personali complessi su una persona (onestà, simpatia, intelligenza, etc.) la prima volta che vi è presentata.

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