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In questo articolo parliamo di legami affettivi, e in modo particolare cerchiamo di capire alla luce di alcune ricerche psicologiche se alcuni luoghi sulle coppie e l’attrazione sono veri oppure no.

coppia seduta su una panchina

Iniziando a scrivere quest’articolo mi è venuta in mente una canzone di Daniele Silvestri del 1995 dal titolo Le cose che abbiamo in comune (ve la posto alla fine dell’articolo).

In questo pezzo si parlava di 4850 (!!!) punti, diciamo, di contatto in questa coppia: dalla decade di nascita ai gusti musicali, dalle abitudini giornaliere alla sincronia nelle emozioni etc.

Il senso di questa canzone potrebbe essere sintetizzato dal detto popolare “chi si somiglia si piglia“, ma visto che nel senso comune si trova tranquillamente tutto e il suo contrario, potremmo citare anche l’altra sentenza “gli opposti si attraggono“.

Al di là della esperienza che ognuno di noi si è fatto rispetto al tema o a quello che ha potuto osservare dalle storie di amici e parenti, cosa dicono le ricerche psicologiche in merito?

Se come avevamo accennato in un altro post la questione mostra risultati a volte discordanti, anche in diverse ricerche psicologiche, arriva quella che sembra essere la prova definitiva sull’argomento, ovvero il mito degli opposti è solo un mito.

Lo afferma la psicologa americana Angela Bahns, professoressa di psicologia al Wellesly College, che insieme ai ricercatori dell’Università del Kansas ha condotto alcune ricerche proprio per indagare quanto la similarità facilitasse la creazione delle relazioni e il loro mantenimento.

Per la ricerca sono state prese 1.500 coppie non solo di fidanzati o persone sposate ma anche amici o semplici conoscenti. Ad ognuno poi è stato chiesto di rispondere ad un questionario per indagare quali fossero i loro valori, atteggiamenti o tratti di personalità.

Dall’analisi depesci che si bacianoi dati è emerso che tutte le coppie avevano una visione della vita simile; pensate che questo era vero anche per quelli che si erano conosciuti da poco.

Sembra quindi che la condivisione di valori e atteggiamenti e in generale quindi una visione comune della vita, renda la coppia più solida e capace di durare nel tempo.

Un altro esperimento ci dice qualcosa in merito all’altro detto popolare ovvero che “gli opposti si attraggono”.

I ricercatori hanno analizzato delle coppie appena formate ed hanno ripetuto l’analisi qualche tempo dopo.

I risultati indicavano che nel tempo non c’erano stati dei cambiamenti nelle credenze dei partecipanti. Questo suggerisce il fatto che chi inizia una relazione pensando di poter cambiare le opinioni dell’altro non avrà grossi risultati.

Ovviamente ciò non significa che non ci sia la cosiddetta influenza sociale anche nelle relazioni ma che lo spazio in cui può avvenire un cambiamento, rispetto a valori, opinioni e personalità, è veramente minimo.

La Bahns afferma che in generale il cambiamento è difficile e che quindi abbiamo la tendenza ad avvicinarci a persone che condividono i nostri bisogni e obiettivi.

Dello stesso avviso è anche Chris Crandall, professore di psicologia dell’Università del Kansas, che aggiunge alla riflessione sui risultati di queste ricerche, il fatto che cerchiamo di creare dei legami e rapporti che compongono il nostro mondo sociale dove sentirci a nostro agio, dove poter contare sull’appoggio e aiuto degli altri e che vogliamo stare con persone di cui poterci fidare.

Ovviamente per ottenere ciò è più facile avere a che fare con persone che sono simili a noi. Il professor Crandall afferma che però, oltre questo bisogno legittimo, abbiamo la necessità anche di entrare in contatto con persone con idee nuove e, aggiungo io, con altre visioni e atteggiamenti alla vita che ci permettano di uscire fuori dalla nostra zona di confort e ci possano in qualche modo anche “sfidare” ad aprirci ed allargare i nostri orizzonti mentali e relazionali.

Per altre spunti e riflessioni su cosa renda una coppia duratura nel tempo: Perché alcune coppia durano più di altre?

Fonti:

[1] – [2] – [3]

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