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Parlare in pubblico per molti rappresenta un compito davvero arduo. Si inizia magari parlando davanti ai propri compagni di classe alle elementari, fino poi a tenere un discorso ad un convegno. Ecco 2 immagini mentali utili per il public speaking.

 

public speaking
© Brisbane City Council (2012) – Gara di public speaking

Quando c’è da parlare in pubblico (public speaking) le emozioni in gioco possono essere molto forti, così come i loro effetti. Sudori freddi, batticuore, fiato corto, gambe molli etc. Se dobbiamo pensare ad una emozione specifica credo che venga a tutti in mente la paura.

Paura di sbagliare, di fare una figuraccia, di deludere, di bloccarsi o di non conquistare la platea.

Si parla di PSA (Public speaking anxiety).

L’effetto di immaginarsi negativamente (farsi dei bei film dei mille modi in cui potrebbe andare tutto storto) gioca un ruolo fondamentale nel dare il via e mantenere uno stato ansioso.



E tra l’altro questo effetto si riscontra anche per quelli più esperti; infatti anche i grandi “oratori” valutano meno efficace la loro performance e provano più ansia.

Come si può fare? Alcuni studi recenti suggeriscono che compiti visuo-spaziali possano diminuire la vividezza delle immagini negative con cui ci rappresentiamo in occasioni di Public Speaking.

Un altro esperimento sottolinea che, prima di uno speech, chi elabora immagini positive prova meno ansia ed è meno critico verso la propria performance rispetto a chi invece ha elaborato immagini negative.

Suggerisco quindi due visualizzazioni mentali che possono essere d’aiuto a chi deve parlare in un pubblico. La seconda mi piace di più e vi spiegherò perché.

La platea di nudisti

Questo è uno dei grandi classici che vengono suggeriti soprattutto in ambito teatrale. Si chiede di immaginare gli spettatori completamente nudi. Questa immagine mentale dovrebbe permettere all’oratore di sentirsi più a suo agio perchè vestito rispetto ai suoi interlocutori. Il meccanismo si basa sul depotenziamento dell’altro, che si troverebbe così in una situazione imbarazzante e quindi non nella posizione di giudicare.

Si tratta di proiettare quindi sull’altro vergogna, imbarazzo e senso di inadeguatezza sull’altro. Come avrete intuito sono forse stati d’animo che appartengono a chi li proietta. E poi perché temere il pubblico? Sono davvero tutti pronti a giudicarci? E a condannare senza appello ogni nostro errore? Ho i miei dubbi.

Lo stimatore seriale

Vi propongo quindi un altro tipo di visualizzazione mentale. Ed è questa: immaginate nella platea che si presente una persona che vi vuole particolarmente bene e vi stima. Vanno bene fidanzati/e, mogli, mariti, zie/i e tutto il parentado disponibile. Sono anche accettati personaggi di fantasia e amori platonici.

Ecco una volta individuato e immaginato il nostro “stimatore” (presente/assente) noi  da quel momento parleremo solo a lui. Una persona con le caratteristiche descritte prima non potrà che mostrarsi sorridente, interessato e attento. Inoltre se commetteste un errore vi direbbe: “non fa nulla, vai pure avanti!”. Indulgenza e comprensione a fiumi.

Ovviamente accanto alle immagini mentali contano poi per l’efficacia della nostra comunicazione in pubblico tutti gli aspetti legati alla dimensione non verbale. Date uno sguardo a questo video qui sotto per conoscerne alcuni.



Le tecniche per un buon public speaking ovviamente non finiscono qui. Tornerò parlarne sicuramente. Se ne avete di vostre “personali”, magari frutto della vostra esperienza, scrivetemele pure nei commenti.

Fonti:

Homer, S. R., Deeprose, C., & Andrade, J. (2016). Negative mental imagery in public speaking anxiety: Forming cognitive resistance by taxing visuospatial working memory. Journal of behavior therapy and experimental psychiatry, 50, 77-82.

Cooperrider, D. L. (1990). Positive image, positive action: The affirmative basis of organizing. Appreciative management and leadership, 91-125.

Hirsch, C. R., Mathews, A., Clark, D. M., Williams, R., & Morrison, J. A. (2006). The causal role of negative imagery in social anxiety: A test in confident public speakers. Journal of behavior therapy and experimental psychiatry, 37(2), 159-170.

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One thought on “Public Speaking: come ve la cavate? L’ansia di parlare in pubblico può essere superata. Ecco 2 immagini mentali potenti.

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