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Ogni giorno gli impegni e gli stimoli esterni sono tantissimi. Il nostro cervello ha una capacità limitata di memorizzare informazioni. A tutti sarà capitato di non ricordare nomi o password etc. Ecco qualche consiglio (mnemotecniche) per non dimenticare più nulla, o quasi.

@bedneyimages

Le vite di molti di noi sono diventate sempre più frenetiche e impegnate. Soprattutto nelle grandi città i ritmi di vita e di lavoro a volte sono davvero insostenibili.

A questo aggiungiamo anche il fatto di essere sempre più connessi e di essere di conseguenza esposti a moltissimi stimoli durante tutto il giorno.

Riuscire a sostenere attenzione e concentrazione a volte è veramente una lotta e la tecnologia spesso non ci dà una mano.

Provate per esempio ad approfondire la differenza in termini di apprendimento e comprensione tra leggere un libro cartaceo o un testo digitale in questo articolo di Martin Kutscher, neurologo americano.

Si intuisce che in certe condizioni ricordare o memorizzare diventa un’operazione a volte complicata. Come nel post precedente vediamo insieme altre mnemotecniche per memorizzare meglio volti e password e non solo.



Per immagazzinare meglio in memoria i nomi, la ricerca in psicologia consiglia di formulare una serie di giudizi personali complessi su una persona (onestà, simpatia, intelligenza, etc.) la prima volta che vi è presentata.

Sembra quindi che i diversi livelli di elaborazione dell’informazione (è necessario quindi impegnarci cognitivamente, ad es. spiegarsi perché quella persona ci sembra onesta o affidabile, piuttosto che ripetere semplicemente il nome) possano incidere su quanto ricorderemo quel viso (grado di memorabilità).

In ciò conta molto la dimensione emotiva, infatti formulare giudizi su aspetti come l’onestà o la cordialità implica spesso un coinvolgimento più profondo, come quello legato alle emozioni.

Lasciamoci poi ovviamente lo spazio e la possibilità di cambiare queste prime “impressioni” così ben memorizzate.

Ed invece per password e nascondigli? In una ricerca, che ha coinvolto 400 persone, tra quelli che avevano ritrovato recentemente un oggetto smarrito o dimenticato in un luogo insolito, il 38% ha dichiarato di averlo ritrovato in un luogo “illogico”.

Il risultato ha evidenziato che le persone sono convinte che più il luogo in cui nascondere un oggetto sia insolito più sarà facile ricordarlo: in realtà i ricercatori hanno evidenziato esattamente il contrario, i posti segreti insoliti si dimenticano più facilmente.

Alan Brown, professore alla Southern Methodist University in Texas, ha studiato luoghi e modi con cui le persone nascondono gli oggetti.

Sembra ci sia anche una differenza anagrafica: gli anziani nascondono gioielli dai i ladri, i più giovani invece il denaro da amici e parenti.

I luoghi scelti ovviamente cambiano da persona a persona ma le strategie vincenti sono sempre le stesse. Per Brown il segreto è nel tempo.

Lo studioso afferma che non c’è bisogno di tergiversare a lungo nel determinare un nascondiglio o una password, ma diventa decisivo e più efficace farlo il più rapidamente possibile.

Per le password numeriche si può utilizzare la tecnica della conversione fonetica, ideata dal matematico Stanislaus Mink von Wennsshein.

@freshgraphix – Linda Murray

Questa tecnica consiste nel convertire i numeri in consonanti e poi aggiungere tra queste delle vocali in modo che formino una parola che abbia un senso.  Così la si potrà ricordare con più facilità.

Se volete approfondire questa tecnica e dare un’occhiata alla tabella di conversione cliccate qui.

Sono anche tante le tecniche mnemoniche elaborate fin dai tempi degli antichi greci.

Queste strategie sfruttano in generale la capacità dell’uomo di memorizzare informazioni se abbinate ad immagini, storie o emozioni.

Un’ ultima tecnica efficace che vi suggerisco per memorizzare più concetti è quella degli acronimi. Consiste nel memorizzare una sola parola le cui lettere sono le iniziali delle “cose” che volete tenere a mente.

Ad esempio se dobbiamo fare la spesa e dobbiamo comprare: Sale, Arance, Riso e  Dentifricio potremmo memorizzare la parola S.A.R.D. Questa è composta, come avrete capito, dalle iniziali delle parole che vogliamo ricordare.

Imparare queste mnemotecniche può sicuramente aiutare a vivere meglio e cambiare anche se di poco la nostra quotidianità



Fonti:

Knasel, E., Meed, J., Rossetti, A., & Merlini, R. (2002). Apprendere sempre: l’apprendimento continuo nel corso della vita. R. Cortina.

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