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Cosa succede al nostro cervello quando cambiano le stagioni? Quali sono gli effetti dei cambiamenti climatici sulle nostre attività mentali? La meteoropatia e i suoi sintomi.


Il cambiamento climatico è davvero uno degli argomenti, per usare un eufemismo, più “caldi” del dibattito internazionale. Gli studiosi segnalano l’intensificarsi dei fenomeni più violenti; a quanto sembra, fra l’altro, l’Italia si scalda ad una velocità maggiore che il resto del mondo.

Concentriamo però la nostra attenzione su quali sono gli effetti sull’uomo, in particolare sulla sua psiche, dei semplici (naturali) cambi di stagione (per chi come me soffre di meteoropatia anche qualche consiglio utile).



La stagionalità e suoi effetti sul comportamento, sull’umore delle persone sono stati molto studiati. Quella che comunemente è definita meteoropatia ha anche ottenuto un posto nella nosografia clinica del DSM (il manuale più usato al mondo per diagnosticare i disturbi mentali).

Stiamo parlando della SAD, un acronimo che sta per Sindrome Affective Disorder che si manifesta con diversi sintomi: aumento di peso, insonnia, ansia, astenia, difficoltà nella concentrazione, irritabilità.

Il quadro è quello depressivo tant’è che è anche definita nelle sue forme più lievi winter blues se è legata alle stagioni invernali e summer blues se invece si verifica nelle stagioni estive.

Per i medici una delle possibili cause potrebbe essere legata alla differenza di luce che caratterizza le varie stagioni, infatti uno dei rimedi  che danno un riscontro migliore è la fototerapia.

Chi soffre di questa patologia, ovviamente con differenti livelli di gravità, in genere inizia ad avere i primi sintomi intorno ai 20 anni per poi vederne una diminuzione verso i 50. Uno studio dell’Università di Milano, confermando altre ricerche americane, evidenzia una differenza di genere: le donne sembrano soffrirne più degli uomini. Oltre alla fototerapia ecco, come suggeriscono i medici, alcuni suggerimenti utili:

  1.  Seguire una dieta salutare

  2.  Svolgere attività fisica

  3.  (E per chi se lo può permettere anche) vacanze nei luoghi caldi

I cambi di stagione si è anche occupato uno studio del 2015 di alcuni ricercatori dell’Università di Liegi in Belgio. Questa ricerca longitudinale voleva indagare gli effetti delle variazioni stagionali annuali sull’attività del cervello.

Il campione era composto da 28 ragazzi che sono stati sottoposti a due differenti compiti di attenzione in diversi periodi dell’anno. Sono state rilevate attraverso la risonanza magnetica (fMRI) le immagini della loro attività neurale. I ricercatori hanno cercato di isolare tutti i fattori ambientali che potessero influenzare le performance dei soggetti.

I risultati hanno mostrato una differenza di risposta in relazione alla stagione. Nei compiti di attenzione sostenuta si riscontrava una risposta massima e minima in riferimento ai solstizi d’estate e di inverno.

Per i compiti di working memory si aveva invece una risposta massima e minima in relazione agli equinozi di primavera e autunno.

Sembra quindi che la stagionalità influenzi il cervello con un effetto su specifici processi cognitivi.

Per approfondire: Disturbo affettivo stagionale e possibili rimedi.



Fonti: [1][2][3][4]

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One thought on “Sapevate che anche al nostro cervello non piace il “cambio armadio”? Meteoropatia e dintorni.

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