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Le relazioni sono fondamentali per la nostra vita. Molti vivono storie d’amore serene altri complicate, altri ancora magari invece si interrogano se il loro legame avrà futuro o meno. In questo articolo vi illustrerò la teoria sull’amore di Sternberg.

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Parlare di coppia non è semplice.

Parlare d’amore non è facile; parlare quindi di ciò che Jung chiamava “l’insolubile questione dell’amore” nei rapporti d’oggi cosa significa?

Lo psicoanalista e filosofo Umberto Galimberti inserisce il discorso sulla coppia moderna all’interno di un’epoca dove a suo parere il concetto di libertà è ormai legato strettamente a quello di revocabilità.

Tutte le scelte devono essere revocabili (fare un bambino ma avere la possibilità di abortire, sposarsi ma potendo divorziare etc.), anche se poi constata che la nostra biografia è fatta di scelte irrevocabili.

Le coppie sono sempre meno durature, tant’è che Galimberti con una battuta afferma che più che rendere facili i divorzi bisognerebbe rendere difficili i matrimoni, e forse non ha tutti i torti. Ovviamente in questo caso il riferimento è solo a quelle precondizioni di maturità emotiva e relazionale e non economico-sociali.

Cosa vuole dire essere una coppia? Quali sono le componenti che possono favorire la durata o no di un legame sentimentale?

Per rispondere a questo domande Sternberg, psicologo alla Yale Univerisity, ha elaborato una teoria che ha denominato Triangular theory of love.

Questa inquadra l’amore (in generale i legami affettivi) in tre componenti che formano ciascuna il vertice di un triangolo e sono: intimità, passione e impegno. La presenza e l’entità di queste caratteristiche può cambiare a seconda del tipo di rapporto.

Con intimità si intende quei sentimenti di vicinanza, connessione e vincolo all’interno della relazione d’amore. In sostanza quegli stati d’animo che fanno avvertire “calore” nel rapporto.

Ne fanno parte anche il desiderio di promuovere il benessere della coppia, le attenzioni nei confronti del partner così come la capacità di offrire sostegno emotivo e di potersi comprendere e comunicare.

Questi elementi sono solo un sottoinsieme di ciò che possono portare ad un’esperienza di intimità e non sono tutti necessari per provare amore.

La passione fa riferimento alle motivazioni legate all’attrazione fisica, agli aspetti romantici e più prettamente sessuali della coppia. L’insieme insomma di tutte quelle sensazioni fisiche che compongono la passione amorosa.

Sicuramente predominano i bisogni sessuali, anche se ci sono altri bisogni che possono entrare in gioco: autostima, affiliazione, dominazione, sottocommissione etc.

Interessante è il rapporto che c’è con la componente precedente, l’intimità. Una persona può sentire una maggiore intimità in base a quanto i suoi bisogni sessuali sono più o meno soddisfatti (quindi ne sarebbe funzione).

Al contrario l’intimità può “accendere la passione” e per questo alcune persone possono sentirla come una sorta di precondizione per un coinvolgimento fisico. Vedi per esempio i rapporti tra amici che poi si trasformano una relazione sentimentale tout court.

Sternberg fa notare che le due componenti non sempre covariano in maniera positiva; ad esempio nel rapporto sessuale a pagamento, dove ci può essere un alto soddisfacimento dei bisogni sessuali ma una ridottissima intimità.

In ultimo con decisione/impegno Sternberg abbraccia un aspetto più cognitivo dell’amore, ovvero la decisione nel breve periodo di amare quella specifica persona e nel lungo periodo di investire per il mantenimento di quel rapporto.

Chiaramente i due aspetti non sono legati necessariamente: una persona può impegnarsi senza averlo deciso coscientemente ma sicuramente la decisione precede sia per logica che per tempo l’impegno.

Come avrete intuito questa componente interagisce con le precedenti in vario modo. Rappresenta anche l’elemento che permette di superare i possibili alt(r)i e bassi di una relazione d’amore ed è sicuramente quella su cui si può avere maggior controllo.

Sternberg assegna un alto valore a questa componente decisionale che è a suo avviso quella che può portare a non trasformare una relazione “extra” in una storia d’amore a pieno titolo.

Sternberg considera la componente su cui è più facile lavorare perchè è quella su cui possiamo agire coscientemente. Come? Mantenendo l’importanza della vita di coppia e massimizzando la felicità che si ottiene dal rapporto di coppia.

In generale sembra che l’abilità di comunicare in modo efficace all’interno della coppia possa essere la condizione necessaria per una relazione d’amore soddisfacente.

Ovviamente come fa notare lo stesso psicologo statunitense la teoria e il triangolo con le tre componenti bilanciate rappresentano un’ideale. Nella vita reale i lati di questo triangolo possono essere di varia lunghezza a seconda delle caratteristiche del rapporto che stiamo vivendo

Questa teoria può comunque guidarci nell’aumentare la comprensione di un aspetto così decisivo e fondamentale dell’esperienza umana.

Questa teoria è ripresa con un’ottica più ampia e ricca all’interno di questo libro che vi consiglio.

Finisco il mio post con una lettera d’amore che “casualmente” ho incrociato in questi giorni. La lettera è scritta da Pio XIII, il papa di The Young Pope di Paolo Sorrentino, la miniserie andata in onda su Sky in queste settimane.

Le parole sono rivolte ad un suo amore adolescenziale, una di quelle prime esperienze sentimentali capitate a tutti. Una lettera struggente e poetica che parla di un amore mancato, quello di un orfano.

Cos’è più bello amore mio? L’amore perso o l’amore trovato?

Non ridere di me amore, lo so, sono goffo e ingenuo quando si parla d’amore.

Faccio domande che sembrano uscite da una canzonetta.

Questo dubbio mi travolge e mi corrode amore mio.

Trovare o perdere? Intorno a me le persone non smettono di desiderare, hanno perso o hanno trovato? Io non lo so.

Un orfano non ha modo di sapere, un orfano è sprovvisto del primo amore, quello per mamma e papà.

Da qui ha origine la sua goffaggine, la sua ingenuità.

Tu mi dicesti su quella spiaggia deserta della California: “Puoi accarezzarmi le gambe”, ma io non lo feci.

Eccolo amore mio, l’amore mancato. Per questa ragione da quel momento non ho smesso di chiedermi dove sei stata e dove sei adesso.

Eh tu bagliore della mia gioventù fallita, tu hai perso o hai trovato? Io non lo so e non lo saprò mai. Non ricordo neanche più il tuo nome amore mio e non ho la risposta.

Però mi piace immaginarla così, la risposta.

Alla fine, amore mio, non abbiamo scelta, dobbiamo trovare.

Fonti:

Attili, G. (2004). Attaccamento e amore. Il mulino.

Sternberg, R. J. (1986). A triangular theory of love. Psychological review, 93(2), 119.

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2 thoughts on “Come capire se una storia d’amore durerà?

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