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La parola stress è molto usata nelle conversazioni di tutti i giorni. In realtà non connota sempre qualcosa di negativo perchè esiste anche uno stress “buono”. Ma quando invece non è così, cosa possiamo fare per combattere lo stress? Ecco qualche consiglio dalla psicologia.

“Oggi sono molto stressato”, “Non ce la faccio più, al lavoro mi stressano troppo” o ancora “è stata una settimana davvero stressante”: sono tutte espressioni che fanno spesso parte delle conversazioni con amici e parenti.

Ma cos’è lo stress? In che modo lo possiamo definire? Esiste anche uno stress “buono”?

Possiamo definire lo stress come una risposta psicofisica ad eventi stressanti che possono essere di varia natura (sociali, emotivi o cognitivi) e che le persone percepiscono come eccessive.

Come si può dedurre da questa definizione le tipologie di risposte sono molto soggettive e non tutti reagiscono allo stesso modo ai cosiddetti stressor (ovvero gli eventi stressanti).

Ci sono però alcuni di questi eventi che sono ritenuti stressanti per la maggior parte delle persone come quelli legati a fattori ambientali come il freddo e caldo eccessivo, o gli effetti legati all’abuso di sostanze stupefacenti o d’alcool.

Un’altra distinzione da fare è legata allo stress “buono” e quello invece “cattivo”.

Quest’ultimo chiamato distress è nocivo e può portare, oltre che a vissuti soggettivi negativi, anche all’abbassamento delle difese immunitarie.

Si parla invece di eustress quando si è in presenza di stimoli che vengono percepiti positivamente e attivano la vitalità dell’organismo.

Lo stress può essere collegato ad una serie di disturbi psicologici come quelli psicosomatici, d’ansia o ancora quelli legati alla sfera sessuale o all’alimentazione.

Infine quello a cui faccio cenno forse più noto con la sigla di PTSD , è il disturbo da stress post-traumatico di cui possono soffrire ad esempio i veterani di guerra, o le vittime di incidenti stradali.

In generale nel caso in cui uno stato di malessere fisico e psicologico si protrae nel tempo e diventa quindi cronico (ma anche in tutte le situazioni semplicemente in cui si sente il bisogno di essere aiutati e supportati nell’affrontare momenti “stressanti”), vi consiglio di fare affidamento ad uno psicologo o uno psicoterapeuta.

Sono figure professionali che potranno esservi d’aiuto nel gestire in maniera più funzionale e adattivo lo stress e le emozioni negative.

La psicologa americana e coach Melanie Greenberg dà una serie di suggerimenti utili per gestire fin da subito situazioni o momenti che sono o stanno per diventare motivo di stress (legati alla vita di tutti giorni). Vediamone alcuni:

#1 Facciamo attenzione ai primi segnali di stress. Il nostro cervello nel momento in cui percepisce una potenziale situazione di minaccia attiva delle risposte automatiche della seria “attacca o fuggi”. L’evoluzione ha come organizzato una serie di risposte che ci preparano all’azione per fronteggiare il pericolo.

Chiaramente come sottolinea la Greenberg i pericoli che dovevano affrontare i nostri antenati erano bene diversi e spesso realmente era una questione di vita o di morte. I segnali che arrivano dal nostro corpo possono essere diversi per esempio aumenta il battito cardiaco, il nostro respiro accelera e i nostri muscoli si tendono pronti a scattare.

Ecco allenare la consapevolezza su questi primi segnali può permetterci di intervenire all’inizio del processo e quindi di evitare di perdere il controllo.

#2 Respirate. Una respirazione ritmica permette di attivare il nervo vago che collegando cervello, cuore, polmoni e intestino può modulare le risposte da attacco o fuga che abbiamo citato prima.

Provate con un’inspirazionene che duri contando fino a 5, poi fermatevi contando fino 2 ed espirate contando fino a 6. Se questa tripletta è difficile provate con 4 – 2- 4 fino ad arrivare a 5 – 6 – 2.

#3 Scegliete 3 oggetti che sono intorno a voi. Diventa importante in situazioni stressanti cercare di concentrarsi sul momento presente e non anticipare il futuro. Quindi selezionate 3 cose (una sedie, un quadro o un albero che vedere dalla finestra) che vi circondano e provate a descriverli di termini di forma, colore, grandezza etc.

Questo esercizio distoglie l’attenzione dalle preoccupazioni contingenti e permette di concentrarvi su aspetti neutri della vostra esperienza.

#4 Provate a vederla da un’altra prospettiva. La dottoressa Greenberg suggerisce anche di provare a reinterpretare quello che si sta vivendo. Ad esempio si può considerare lo stress come un eccitamento, una quantità di energia che ci potrebbe permettere di portare a termine un compito con più grinta mantenendoci motivati.

La rivalutazione cognitiva inoltre degli eventi ci permette di modulare la risposta del nostro corpo e di gestire meglio le emozioni negative ed il loro vissuto soggettivo.

#5 Schiena dritta. La postura del nostro corpo può attivamente influenzare la nostra esperienza di stress; per esempio stare in piedi risulta essere utile in alcune situazioni stressanti. Lo hanno dimostrato alcune ricerche scientifiche evidenziando proprio come la posizione eretta aumentasse il livello di testosterone e diminuisse invece quello di cortisolo (l’ormone dello stress).

Sembra che quindi tenere come si dice la “schiena dritta” aiuti le persone a sentirsi più sicure e attente.

#6 Prendete in mano la situazione. Sembra essere utile anche in una situazione di stress aprire e chiudere il pugno destro. Perché vi chiederete? Per il fatto che questo gesto attiva la parte sinistra del nostro cervello; un emisfero che presiede le operazioni verbali e logiche.

In questa maniera quindi si andrebbe a “suggerire” di fronte a paura e ansia la nostra parte più “razionale”.

Chiaramente questi possono essere piccole tecniche e suggerimenti utile per situazioni temporanee e di bassa intensità, per le altre che possono rendere la vita difficile e abbassare i livelli di benessere fisico e mentale è bene rivolgersi a professionisti della salute mentale come lo psicologo o lo psicoterapeuta.

Fonti:

[1] -[2]

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