Le parole degli altri possono avere diversi effetti su di noi. Parliamo in questo caso delle critiche. Ne riceviamo sul posto di lavoro, a scuola, in università o tra amici e in famiglia. Come reagiamo? Possono diventare un’occasione per crescere?

Designed by Asierromero – Freepik.com

L’argomento riguarda tutti, c’è poco da fare. La critica è uno dei tanti modi con cui il mondo ci da i suoi feedback, ma può essere anche il modo con cui noi interpretiamo questi feedback.

Come diceva Nanni Moretti, le parole sono importanti, ed ovviamente il termine “critica” connota negativamente le parole degli altri rispetto ai nostri comportamenti, pensieri, atteggiamenti etc.

Le stesse parole ad esempio potremmo valutarle come un consiglio, un’osservazione, un suggerimento o un’occasione di confronto; insomma semanticamente possiamo già dire da subito come pensiamo le “critiche” che riceviamo.

Pensate a quanto cambierebbe se le nominassimo anche solo in maniera diversa. Ma come quindi gestirle al meglio?

L’obiettivo potrebbe essere quello di trasformare questi feedback in qualcosa di utile e proficuo. E come dice Liz Ryan magari facendo in modo che si rivelino un dono, un regalo che aggiunge qualcosa alla nostra vita privata, professionale e in generale alla crescita personale.

1# Vola alto

Il primo passo da fare è quello di cercare di avere una visione più ampia della situazione specifica. Se pensiamo alla metafora che intitola questo paragrafo possiamo immaginare come riuscire a essere in “alto” permetta di poter fare una valutazione più ampia e ricca della situazione. 

(altro…)

La musica accompagna tutti i giorni della nostra vita: in macchina, in casa. Le melodie delle canzoni e loro parole sono davvero stimoli onnipresenti. La musica può essere davvero uno strumento potentissimo per il cambiamento.

Credit @onlyyouqj

La musica si rivela un potente agente di cambiamento sia in ambito clinico che non; infatti è anche una straordinaria modalità espressiva per emozioni e sentimenti. Si rivela utile sia per chi la suona sia per chi l’ascolta.

L’efficacia nel campo della patologia è testimoniata dalla varie forme di musicoterapia; la musica può aiutare nella riabilitazione a seguito di lesioni cerebrali o essere utile nel trattamento delle malattie neurodegenerative.

La musica può anche coadiuvare il recupero a seguito di un infarto riducendo sia la pressione sanguina sia il battito cardiaco e contribuendo a diminuire l’ansia.

Può avere anche funzioni preventive rispetto alla perdita dell’udito nel processo di invecchiamento: i musicisti settantenni hanno una maggior capacità a distinguere i suoni in un ambiente rumoroso rispetto a cinquantenni non musicisti.

Inoltre, con la loro capacità di evocare ed emozionare, le canzoni possono forse dare “forma” a stati d’animo complessi.

Pensate che ascoltare canzoni tristi, quando siamo giù di morale, può paradossalmente aiutarci a sentirci meglio, e lo dimostrano le ricerche di Hunter (2010).



La musica, come detto, può però anche rappresentare un “contenitore” per sentimenti, emozioni sia positive che negative.

Il testo e la melodia possono aiutare a dare un senso o solo semplicemente un “contesto” a esperienze o vissuti magari difficili da riportare solo con le parole.

Qui di seguito due canzoni di due grandi star della musica: il tema che lega queste canzoni è il “cambiamento”. Ho cercato di individuarne la tematiche principali dandone un punto di vista di crescita personale.

(altro…)

Steve Jobs, Obama, Martin Luther King sono grandi personaggi che hanno appassionano e ispirato milioni di persone in tutto il mondo. Su cosa si basa il loro carisma?

 steve-jobs

In un post precedente abbiamo parlato del super achiever: una persona di successo in grado di aver grandi performance e raggiungere gli obiettivi che si è prefissato.

Sicuramente molto del loro successo è da attribuire alla loro capacità di organizzare il proprio tempo, alla loro tenacia (e a volte ostinazione), al loro coraggio e ad altre componenti che hanno reso la loro vita eccezionale.

Un altro fattore molto importante è quello di essere stati ed essere tuttora un riferimento per gli altri, di riuscire trascinarli con il loro esempio e con i loro ideali.

Per loro esiste quindi anche una variabile “carisma“. Quanto è importante? In che modo agisce?



Dare una definizione di carisma non è semplice anche se tutti possiamo facilmente pensare a individui carismatici. Secondo Riggio del Claremont McKenna College ci sono una serie di connotatati che caratterizzano le persone carismatiche, vediamo insieme quali.

(altro…)

Un detto dice che i consigli sono ciò che tutti amano dare ma che nessuno ama ricevere. In effetti l’idea che qualcuno ci dia indicazioni su come fare una cosa o su come gestire un problema, soprattutto quando non richiesto, non è molto piacevole. Forse possiamo fare un’eccezione.

© designed by Molostock – Freepik.com

Il consiglio non richiesto, a parte il fastidio, mette l’interlocutore nella posizione di “chi non sa e dovrebbe sapere”.

In psicologia e in particolare modo nell’approccio psicoanalitico un valore importante è quello dell’autonomia del cliente/paziente. Un obiettivo che può essere raggiunto attraverso un percorso di consapevolezza; il ruolo del professionista potrebbe essere immaginato in questo senso come quello di chi accompagna e non di chi indica la via.

Lo psicoanalista junghiano Giuseppe Donadio alla fine del 1995 decide di “trasgredire” questa regola e pubblica il 23 dicembre un articolo sul quotidiano La Repubblica dal titolo PRECETTI PER IL CUORE, LA MENTE, IL CORPO, dove elenca i suoi “comandamenti”.

Indica quindi 20 consigli per affrontare la vita in modo più consapevole e autentico.

Ve li riporto integralmente e spero, come è stato per me, che possano essere d’ispirazione per piccole e grandi consapevolezze.



1: Abbandona il padre e la madre. Decidi una volta per tutte che sei cresciuto sufficientemente per fare a meno di loro e va’ per la tua strada. Rimproverare i genitori vivi o defunti che siano, incolpandoli dei nostri insuccessi e delle nostre nevrosi serve solo per non prenderci le nostre responsabilità. Non esistono genitori perfetti e noi a nostra volta non lo saremo.

(altro…)

Riuscire a gestire tutti gli impegni di una giornata non è semplice. Molti di noi possono sentirsi in difficoltà. Dobbiamo far fronte a molte richieste, ci chiedono di essere efficaci ed efficienti. Come migliorare la nostra produttività? 

turbine-e-mulini-a-vento
In un post precedente ho indicato due consigli per ottimizzare il proprio tempo con l’obiettivo di essere più efficienti. Suzanne Gelb, psicologa e coach, parla dei cosiddetti “super achiever”, persone che riescono a gestire in maniera ottimale i loro impegni.

Fondamentali sono i livelli di coinvolgimento nel compito e la difficoltà della sfida (flow experience).

Ma soprattutto smettiamo di pensare di essere multitasking: perché noi non siamo multitasking!!! 



Continuiamo quindi a segnare questi piccoli ma importanti accorgimenti per gestire meglio e in modo più funzionale i vari compiti che dobbiamo affrontare ogni giorno.

1# Evita interruzioni “amichevoli”

Al bando amici e colleghi che possono interrompere le vostre attività. Anche se le pause e i minuti che dedicate agli altri sono relativamente pochi, ci rimetterete circa 23 minuti (!!!) per ritornare completamente sul pezzo. Non a caso i super manager hanno uffici isolati con porte “anti disturbo”.

(altro…)