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Ho pensato all’anno che si conclude in questi giorni ed ho riflettuto su cosa augurarmi per l’anno che verrà. Ho scoperto che farlo con se stessi non è affatto semplice (anzi) e viene forse più facile farlo con gli altri. Ho stilato comunque una lista di 10 auspici per il 2017. Forse ne troverete qualcuno da condividere.

Non mi auguro un anno felice e ricco di soddisfazioni, no.

Non mi auguro un anno sereno o tranquillo e senza pensieri, neanche questo, no.

So che la vita è rose e spine, pioggia e sole, inverno e primavera, tutto insieme. L’anno che verrà non sarà da meno; forse andrà tutto bene, forse no, forse così così. Quest’è, tutto compreso. Non mi importa molto di cercare di prevedere quello che accadrà.



Quello che piuttosto vorrei, ho cercato di racchiuderlo in questi dieci auspici.

Quindi ecco mi cosa mi auguro per il 2017:

#1 Di “apprendere dall’esperienza“, come direbbe Bion. Riuscire a farsene qualcosa di quello ci capita, nel bene e nel male, è un compito difficile. I meccanismi di difesa sono pronti a scattare e a “proteggerci” da ciò che è intollerabile o eccessivo in un certo momento della nostra vita. Assimilare, metabolizzare sono tutti verbi che rimandano all’immagine del cibo. L’esperienza la immagino come un nutrimento quindi: tenere per sé ciò che fa bene e migliora, e scartare ciò che è nocivo, o eccedente.

#2 Di avere pazienza. Mi ha sempre colpito un pensiero dello psicologo e filosofo James Hillman che diceva che ‘il tempo esiste perchè se no accadrebbe tutto insieme’. Ecco aggiungo a questa riflessione una metafora: annaffiare spesso e abbondantemente una pianta non significa accelerarne la crescita o migliorarne le condizioni. Vorrei imparare a stare di più nell’attesa, rispettare il tempo di maturazione delle situazioni e soprattutto di me stesso, sapendo che tutto ha un suo tempo e che va rispettato.

#3 Di provare a dare un senso al caos. A volte “caos” è la parola che diamo a qualcosa che ci accade che non riusciamo a comprendere: perchè magari abbiamo una visione limitata o perchè non ne intuiamo il fine (se mai c’è) o per l’incapacità di sbloccarci, di ridurre le nostre difese. Vorrei accedere sempre di più ad un pensiero che “funziona”.

Ogden, psicoanalista di fama mondiale, parla in questo senso di pensiero onirico, ovvero quel processo di pensiero (spesso inconscio) che permette di inquadrare la realtà da più punti di vista contemporaneamente e che quindi permette una visione più ricca e proficua. A differenza invece di un pensiero che non funziona ovvero quello magico che inventa la realtà, e quindi la nega; perchè a volte troppo dolorosa ed insopportabile.

#4 Di riflettere e non giudicare quello che sento. Non si decide cosa provare, lo si prova e basta. Negare le emozioni e i sentimenti che si provano è come riempirsi lo zaino di sassi prima di scalare una montagna e chiedersi come mai è così faticoso arrivare in cima.

#5 Di essere più flessibile, perché non sopravvive il più forte ma colui che si adatta. La via dell’acqua è quella che vorrei percorrere. Per scorrere più velocemente, perchè l’obiettivo è il mare e non il fiume.

#6 Di poter cambiare le cose che mi fanno soffrire, e se non ci riesco mi auguro di avere la forza di chiedere aiuto. Nessuno salva nessuno ma è anche vero che nessuno si salva da solo.

#7 Di assumermi più responsabilità e di prendermi meno colpe. Le prime danno lo spazio per agire e per sentirsi capaci di far qualcosa in una determinata situazione, le seconde abbattono, deprimono e immobilizzano.

#8 Di incontrare ispirazioni. Non mi interessa la forma con cui si manifesteranno (libri, persone, film, post sui social) ma vorrei avere “incroci” che accendano sempre più la mia immaginazione e stimolino la mia curiosità e creatività. Farsi portare in mondi nuovi, possibili dove accrescere conoscenza e aumentare le prospettive.

#9 Di capire meglio la mia storia. Questo è difficile farlo da soli, anzi forse impossibile. Ma aumentare la consapevolezza di chi siamo illumina contemporaneamente presente, passato e futuro.

10# Di trovare queste parole banali fra un anno, perché avrò elaborato un’idea e teoria del mondo più larga e inclusiva.

Concludo i miei auspici per il 2017 con le parole di Sandra Zagatti che sento possano racchiudere le mie parole e i miei pensieri espressi finora.

Sarà un lavoro lento, a tratti irrazionale, ma non dovete mai rinunciare a scoprirne
la ragione, il senso, e seppur con qualche fatica, procedete senza fermarvi,
apritevi al nuovo e vi accorgerete che sarà possibile ottenere molto più di quanto
può apparire inizialmente.

Se ne condividete qualcuno mi farà piacere, come mi farà leggere ciò che invece vi augurate voi.



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One thought on “10 cose che (mi) auguro per il 2017

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